Vi scrivo dalla sala comune di un placidissimo camping. Sveva è tutto il pomeriggio che gioca dentro e fuori con una bimba olandese. Fe...

14. FAVOLE GREEN NEI PRESSI DI ODENSE


Vi scrivo dalla sala comune di un placidissimo camping.
Sveva è tutto il pomeriggio che gioca dentro e fuori con una bimba olandese. Fede disegna cose sulla cartina geografica danese dopo aver preparato un pranzo fantastico nella cucina comune qui a fianco, consumato poi sui tavoli di legno mentre fuori il sole e la pioggia giocavano a rincorrersi. 
Ora la luce dalla finestra è abbagliante.

È tutto lieto. La gente, il paesaggio. Le strutture sono liete, i suoni. 
I bambini giocano allegri sotto la pioggia o sotto al sole, non fa differenza. 
La natura esplosiva aiuta a raggiungere quella sensazione di benessere ancestrale, ma conta anche quanto gli esseri umani si pongano in armonia con essa.

Gli scandinavi vivono a stretto contatto con l’ambiente, immersi in un senso civico diffuso
Molte cose sono di carta riciclata, pure le cannucce dei succhi. L’acqua dal rubinetto nei ristoranti non é tabù.

Non ho mai visto tante auto elettriche come qui. 
Parliamo di paesi che per primi aboliranno i motori a combustione (2025 in Norvegia, 2030 in Danimarca) dunque gli aiuti statali si fanno sempre più concreti.
Molti mezzi di trasporto pubblico sono elettrici, pure i furgoni della DHL. 
L’eolico fornisce già il 30% del fabbisogno nazionale ed entro il 2050 si metterà fine alla produzione di combustibile fossile. 
Uno dei maggiori produttori di petrolio di sempre ha stoppato ogni concessione e gradualmente andrà ad eliminarne la produzione.

Torniamo alla lietezza del campeggio, da gustarsi all day, senza orari né programmi.
Dobbiamo riprenderci dalla giornata impegnativa di ieri a ODENSE, la città natale di Andersen, quello delle favole, una specie di eroe nazionale del FYNSKE

Terza città danese in ordine di grandezza, autentico gioiellino in piena fase di riorganizzazione urbana che la porterà ad essere ancora più accogliente. Vie acciottolate con casette a graticcio che sembrano uscite dagli scritti fiabeschi mischiate sapientemente a viali moderni, in un mix armonico a misura d’uomo.

L'Andersen-Hüs, la casa natale con annesso nuovo mastodontico museo dedicato allo scrittore, è un capolavoro di stile e architettura, nascosto nel quartiere antico. Essendo in Work-In-Progress oggi si può visitare con un biglietto a metà prezzo, con il quale é compreso l'accesso a tutti i musei della città.

Abbiamo goduto anche del bellissimo museo di storia culturale Møntegården, compreso la casa dei bambini, il villaggio e gli appartamenti antichi splendidamente arredati. 
Come sempre tutto é sapientemente curato e intriso di quel gusto tipicamente nordico per il design. Vale la pena entrare nei musei anche solo per vedere lo spazio in cui sono collocati e il modo in cui le opere sono esposte.
Non soddisfatti, abbiamo seguito le famose impronte delle scarpe di Andersen per tutta la città.

Alla sera eravamo sfiniti. Riprese le biciclette siamo tornati al Van-Globe.

Non ci garbava alcun posto dove sostare per la notte, non tanto per il senso di pericolo (raro in Danimarca) ma perché preferiamo luoghi tranquilli. 
Dopo aver perso un sacco di tempo a guidare invano, alla fine abbiamo puntato le campagne a sud, arrivando in un prato appena sotto ad un vecchio mulino a vento. Nel cielo nero una sottile falce lunare risaltava il contorno delle grandi pale immobili.
Quello era il posto giusto. 

Intanto qui fuori Sveva ha aggiunto compagni di gioco. Ascolto un mix di accenti non indifferente.
La lingua dei bambini è Universale… quella che dovremmo non dimenticare mai noi adulti.
I bambini non si pongono il problema, non hanno pregiudizi. Mirano all’essenza.