Ultima notte questa, a Mittenwald, ultimo avamposto bavarese prima
dell’Austria. Abbiamo scelto la tranquillità della Romantiche Strasse per
rientrare. Dopo il pranzo porcello in quel di Nordlingen a cena
digiuniamo volentieri.
Piove a dirotto.
A parte le 5 notti teutoniche per lo spostamento, in terra danese ci abbiamo
dormito 20 volte.
Siamo sbarcati a Rodby l’ultimo giorno di Luglio, dopo un breve
traghettamento dalla Germania e abbiamo rivalicato la frontiera tedesca a
sud di Tonder il 20 Agosto.
1200 km
sciorinati in Danimarca, con
una media di 60 km quotidiani, una mezz’oretta al dì. A volte fermi per
più di una notte come a Copenaghen e Faaborg.
Ci siamo sciolti di fronte alle meraviglie delle grandi isole di
Lolland, Mon, Sjaelland e Fyn.
Poca gente in giro, zero italiani, fatta eccezione di una coppia che faceva
il giro classico nel senso opposto al nostro e la zona di Billund.
La mia bozza prevedeva un tour completo della Danimarca. Nonostante i giorni
a disposizione che sembrano tanti, ne abbiamo fatta metà. E pure lasciando
per strada molte cose.
Aver fatto il giro al contrario rispetto a quello che si fa di solito ci ha
permesso di andare lisci nei giorni finali della Lego a Billund. Di contro ce
ne sono rimasti pochi per visitare la grande penisola dello Jylland di
cui abbiamo fatto solo la parte sud. La teniamo per le prossima tornata.
Viaggiamo vivendo alla giornata, con i nostri tempi e cazzi, adattandoci al
posto.
Non mettiamo quasi mai la sveglia, non abbiamo orari fissi, nemmeno per i
pasti. Un giorno spezziamo con diversi spuntini, un altro cuciniamo nel
Van Globe. A pranzo magari sgranocchiamo crackers e carote, la sera siamo fuori a
cena.
Per questo non utilizziamo il frigorifero del camper se non per tenere in
fresco le bibite quando serve. Se decidiamo di cucinare compriamo roba
fresca al momento. Pasta ce n’è sempre in dispensa.
Ci svegliamo, facciamo colazione con un bel caffè bollente e decidiamo verso
dove spostarci, per il resto roaming e vediamo che si può fare.
Raramente facciamo la toccata e fuga.
Nelle tappe ci dev’essere sempre qualcosa che facciamo accadere, anche
piccola. Una cena in un locale, un picnic al parco, una passeggiata, una
visita, una notte nei pressi, un oggetto da una bottega significativa.
Serve a fissare i ricordi, dando alle sensazioni il tempo di fossilizzarsi,
goccia dopo goccia come una stalagmite cristallina che si fa sempre più
alta.
Ci vuol pazienza a godere le cose.
La Danimarca è relativamente cara, tenete conto un buon 30% in più sia che
facciate pasti semplici sia che decidiate per una bella cenetta
New-Nordic con più
portate.
Le strutture ricettive sono
infinite, usufruibili a prezzi tre volte inferiori rispetto a quelli
italiani (costo medio di 30 € a notte). I
WC pubblici sono ovunque,
fornitissimi e puliti.
Fatta eccezione di tre camping e l’area di sosta nella capitale per il resto
abbiamo ronfato in posti splendidi a 0€.
Dormire in libera, dove consentito (ovunque a meno di divieto esplicito) presuppone che
ogni giornata vada inventata e gestita al momento.
Questo ci tiene attivi, sul pezzo, ci sono sempre situazioni da risolvere e
passaggi da orchestrare.
L’acqua sta per finire, dove la carichiamo? Per il supermercato serve la
bici? Quale è aperto? Quanti giorni di autonomia abbiamo con le acque
reflue?
Avere il pannello solare sul tettuccio é super, perché non abbiamo necessità
d’essere allacciati alla corrente. Questo ci dà molta libertà. Per l’acqua
fresca basta una fontana potabile, per lo scarico si cerca un’area
apposita.
Mal che vada c’é sempre il campeggio, a quel punto non devi pensare più a
niente, ti fai doccia galattica e resetti tutto.
Come già detto in altri post, l’attenzione rivolta al servizio e alle famiglie
é talmente alta che nei musei ci passi minimo mezza giornata tra
esposizione, parco, giochi, attività, extra, etc…
Per quanto basti uscire dall’Italia per vedere un miglioramento tangibile su
questo aspetto, qui siamo veramente su altri pianeti.
Del clima manco vi dico,
probabilmente il
migliore di sempre. Dai 16 ai 24 gradi nelle giornate più calde. Non ronfavo cosi bene da
quando c’avevo i brufoli sulle chiappe.
Staremmo via altri 25 giorni.