Oggi, dopo una mattinata di pioggia e lungo sonno, ci siamo inebriati i peli
d'effluvi erboristici alquanto piacevoli in quel micromondo straordinario
che risponde al nome di CHRISTANIA.
Lo Stato Libero con la bandiera
sfondo rosso e tre punti gialli, quelli delle i che ne
compongono il nome: pare che fossero le uniche vernici che trovarono in loco
i primi occupanti di queste vecchie caserme abbandonate.
Da 50 anni vige un fragilissimo equilibrio tra luci e ombre, un
compromesso cittadino che da un lato porta turisti e folklore hippie,
dall'altro spacciatori e degrado. Quest'ultimo mai dirompente però, quasi
esitante e nascosto.
Dietro le siepi, tipo.
O attorno ai locali della Pusher Street.
Ogni tanto una retata di poliziotti e via.
Sostanzialmente al di fuori delle vie con i baracchini dei venditori dov'è
assolutamente vietato scattare foto, il resto è veramente un
villaggio hippie. Un enorme granaio di legno funge da mercato dove trovare ogni
cianfrusaglia, mentre da sotto le fronde fanno capolino case adorne di fiori
e bandiere tibetane, botteghe variopinte e locali-vegan affacciati a
sentieri polverosi.
I mezzi motorizzati sono proibiti ovunque. Ogni tanto uno sbuffo di cannabis
nel vento.
Abbiamo comprato qualche manufatto da una bella signora, la cui abitazione
aveva un giardinetto incantevole affacciato sul canale, poi pane e squisito
Hummus per merenda. È piacevole vagare nel villaggio, incuriositi dai
mille colori e dalle contraddizioni sul filo del rasoio.
Luce Velata. Libera Prigionia. Utopia Resistente.
Gran bel pomeriggio! 😁
In serata cenetta Vietnamita in pieno centro con Super Springrolls ed
infine, tra i lampioni accesi, un ultimo saluto a questa meravigliosa,
straordinaria città che entra di prepotenza tra le preferite.
Bella, oggettivamente bellissima da vedere. Ma soprattutto
coinvolgente, viva, cangiante, dinamica... eppure
romantica, rilassante e
incredibilmente silenziosa.
Ci rivedremo, con la calma che merita.






