MØGELTØNDER , l’ultimo villaggio a pochi chilometri dalla Germania è un angoletto di bel mondo dove prenderei una casetta per gustarmi ...

18. MØGELTØNDER & WADDEN SEA

MØGELTØNDER, l’ultimo villaggio a pochi chilometri dalla Germania è un angoletto di bel mondo dove prenderei una casetta per gustarmi l’idillio. 

Un’unica via acciottolata, marciapiedi sassosi accompagnati da lanterne alternate ad alberelli. Una sfilata di villette ottocentesche basse, dai mattoni rossi, armoniose, con grandi finestre che s’affacciano sulla via. Alcune di esse sono convesse, ad uscire dal piano della facciata. Un castello da una parte, la chiesa dall’altra. Un parco, sentieri tra le fronde che poi s’aprono sulla campagna.

Siamo posteggiati in uno spazio erboso assieme a pochi altri mezzi, all’inizio del paese. Da un lato il bosco, dall’altro le pecore al pascolo.

Dopo la notte in quel di RIBE, altro bellissimo e antico borgo lungo la costa ovest, dove ci siamo concessi una super cena New-Nordic, abbiamo dedicato la giornata al Fiskeri- og Søfartsmuseet di Esbjerg, un acquario con villaggio navale annesso affacciato sul Mare di Wadden, con tanto di foche e attività creative as usual.

Abbiamo da poco cenato nel Van-Globe e fuori ci sono 16 gradi. 

Passeggiando col favore della sera, sotto le lanterne accese, si percepisce il calore delle case danesi. È usanza non avere le tende alle finestre e arricchire i davanzali con oggetti d’ogni genere. 
Le luci sono sempre e solo calde
Ovunque. Anche quelle lungo le strade sono alla peggio bianco neutro. 
Qualche candelina accesa, riflessi della tv, ombre rilassate sul divano. Una coppia di anziani abbracciati, una cena riscaldata dalle fiammelle, abat-jour accesi in diversi punti della stanza. 

Per chi si chiede cosa sia, l’HYGGE é ciò che emana dalle finestre popolari danesi quando fuori è buio. 
L’usanza nordica di ricreare atmosfere rilassanti, accoglienti, conviviali è tutta qui. 
Serve per rendere più bella la quotidianità, soprattutto nei lunghi mesi freddi, condividendone il calore con le persone care.
Star bene con se stessi e con gli altri.
Questo è l’Hygge. 

E qui finisce il nostro viaggio danese costantemente accompagnati da questa gran cosa. 
Era il primo agosto quando siamo sbarcati a Rodby. Venti giorni assolutamente meravigliosi.

Ancora manca qualche tappa teutonica, ma saranno soprattutto chilometri per rientrare al nostro focolare.
Mi chiedete se sono contento di tornare? 
Non proprio.
Caldo, zanzare, smog, cielo giallo, luci fredde, cantieri inutili, gente che corre lungo le strade, lotte eterne e pensieri quotidiani… non mi fanno felice, no.
Sapere dove siamo, dove e come viviamo, non é un pensiero leggero, anzi. Esserne consapevoli e nel contempo pienamente felici é difficile.

Ma ci si appiglia ai dettagli

Mi rendo conto che solo dilatando il tempo con la mia famiglia o con altri esseri umani degni, mi sento apposto. Quando corpo e mente sono in movimento.
Tutto il resto è funzionale a ciò.
Diciamo che siamo in perennemente in viaggio, tipo Neverending Tour di Bob Dylan, in continua sete di conoscenza e perfezionando il rallentare del tempo… solo che ogni tanto si lavora, si paga le bollette e si mangia a casa.